Chi sono

Tre mestieri.Un modo solodi guardarli.

Jordano Betancourt

Jordano Betancourt

Sono un consulente marketing con base a Gorizia. Lavoro con PMI e personal brand in Friuli-Venezia Giulia, a Udine e Trieste, e da remoto in tutta Italia: campagne pubblicitarie tracciate, funnel, CRM, automazioni e i sistemi costruiti con l’intelligenza artificiale che li fanno girare.

Marketing, commerciale e AI non sono tre competenze che tengo in tre cassetti. Sono lo stesso lavoro guardato da tre punti, e il metodo nasce da lì: si guarda dove si perde, si sistema, si misura.

Da dove vengo

Un passo alla volta, in quest’ordine

Non ho scelto il marketing e poi imparato a vendere. È andata al contrario, e questo cambia tutto quello che è venuto dopo.

  1. Prima

    Il commerciale

    Ho cominciato dalla vendita, non dalla comunicazione. Dalle conversazioni in cui una persona decide se comprare o no, e in cui il prezzo quasi mai è il vero motivo del no.

    Aver sentito con le mie orecchie come suona un contatto che non comprerà mai ha cambiato tutto quello che è venuto dopo. Ho smesso di costruire campagne che portano tanta gente e ho iniziato a costruirne che portano la gente giusta.

  2. Poi

    Il copywriting sulle inserzioni

    Il primo pezzo di marketing è stato scrivere per le campagne. Testi che hanno un solo lavoro: far fermare qualcuno che stava scorrendo e portarlo da qualche parte.

    È la scuola più dura che esista, perché il giudizio arriva in ventiquattro ore e non è un’opinione: è un numero. Un testo che piace a tutti in riunione e non fa cliccare nessuno è un testo sbagliato, e i dati non fanno sconti a nessuno.

  3. Poi

    I siti

    Dal testo dell’inserzione al posto dove quel testo porta. Perché un annuncio che funziona e una pagina di destinazione che non converte sono soldi buttati con precisione.

    Qui ho imparato che la scrittura e la struttura non sono due mestieri: la stessa pagina cambia risultato a seconda di dove sta il pulsante, quanto è lunga la strada fino a lì e cosa vede uno che arriva dal telefono con due barre di rete.

  4. Poi

    La gestione delle campagne

    Dalla singola inserzione all’impianto: struttura delle campagne, pubblici, budget, test creativi, lettura dei numeri e correzione in corsa.

    È il passaggio in cui il mestiere smette di essere creativo e diventa contabile. Non «questa creatività mi piace di più», ma: questa costa due euro a contatto e quella sei, e so dirti perché.

  5. Poi

    Il funnel intero e i CRM

    Le campagne portano contatti, ma i contatti si perdono. Da lì il pezzo successivo: cosa succede dopo il clic. Dove finisce chi scrive, chi lo segue, cosa gli arriva e quando, e come si fa a sapere quale euro speso ha prodotto quale cliente.

    HubSpot, Salesforce, GoHighLevel: impostazione della piattaforma, sequenze, attribuzione da capo a fondo. È la parte meno appariscente del mestiere ed è quella che sposta i soldi.

  6. Poi

    Le automazioni

    Quando il funnel è in piedi, il collo di bottiglia diventa il lavoro manuale che lo tiene su. Rapporti identici ogni mese, dati copiati da un posto all’altro, contenuti rimontati uno per uno.

    Costruire flussi che tolgono quel lavoro non fa guadagnare di più nell’immediato: fa recuperare le ore che poi vanno dove servono davvero.

  7. Poi

    L’intelligenza artificiale e i modelli linguistici

    Il passo dopo è stato imparare a lavorare con i modelli linguistici invece che intorno a loro. Non usarli per farsi scrivere un testo: capire come si istruiscono, dove sbagliano, e come si incastrano dentro un processo che esisteva già.

    Il software me lo costruisco conversando con i modelli invece di scriverlo riga per riga. È il motivo per cui consegno cose funzionanti in giorni e non in mesi.

  8. Adesso

    Agenti costruiti sul marketing

    L’ultimo pezzo, e quello su cui lavoro oggi: agenti e applicazioni che fanno un lavoro di marketing preciso, dentro gli strumenti che l’azienda già usa.

    Produzione di creatività, analisi, qualificazione dei contatti, reportistica. Non dimostrazioni da presentazione: strumenti che entrano in produzione e restano lì.

Perché tenerli insieme

Cosa cambia ad averli tutti e tre

Non è una collezione di competenze da mettere sul biglietto da visita. Ognuna copre un buco che le altre due lasciano scoperto.

Il marketing da solo produce attenzione che non si trasforma

Si vede spesso: profili che crescono, visualizzazioni a sei cifre, e la casella di posta ferma. Manca chi ha guardato cosa succede dopo il contenuto, e quello è mestiere commerciale, non creativo.

Il commerciale da solo dipende da quanti contatti arrivano

Chi sa vendere ma non sa portare gente alla porta resta legato al passaparola e ai mesi fortunati. Funziona finché funziona.

L’AI da sola costruisce cose che nessuno usa

La parte difficile non è far funzionare uno strumento: è sapere quale pezzo del lavoro vale la pena automatizzare. Senza aver fatto il lavoro a mano, si automatizza la cosa sbagliata con grande efficienza.

Tenerli insieme vuol dire poter dire «il problema non è il contenuto, è che i contatti si perdono il martedì sera», e poi costruire la cosa che li smette di perdere. Nello stesso progetto, con la stessa persona.

Cose fatte

Sistemi che sono in funzione adesso

Non prototipi da presentazione. Roba che qualcuno usa il lunedì mattina.

Un generatore di creatività per la pubblicità

Addestrato sul singolo marchio: palette, tono di voce e regole scritte una volta sola, poi il testo viene composto dentro l’immagine e le varianti si producono a decine.

Circa quattro minuti per tre inserzioni finite, quattro centesimi e mezzo di dollaro a creatività. Fare una inserzione o trenta costa lo stesso lavoro.

Un gestionale diventato applicazione

Il punto di partenza erano centoquarantadue documenti di testo aggiornati a mano ogni settimana, con due persone sugli stessi file e nessuno che sapesse quale fosse la versione buona.

È diventata un’applicazione con i conti fatti dal software, tre livelli di accesso e ingresso senza password. Il documento stampabile esiste ancora, ma è diventato un risultato invece che il posto dove vive il lavoro.

Un sistema di controllo del funnel commerciale

Ogni settimana: richieste, call, vendite, percentuale di chiusura. Ogni mese: clienti attivi, nuovi, persi, rinnovi, margine per cliente.

Serve a rispondere alla domanda che a fine mese non ha mai risposta: non «quanto ho fatturato», ma «dove l’ho perso».

Piani editoriali costruiti sull’algoritmo

Quaranta contenuti su ventotto giorni, ognuno con formato, data, struttura persuasiva e la referenza da cui nasce: niente inventato, tutto ancorato a qualcosa che il marchio ha già detto o fatto.

Ogni pezzo sa se sta costruendo il marchio o se sta convertendo. Sono due lavori diversi e confonderli è il motivo per cui molti piani editoriali non producono niente.

I clienti restano anonimi, qui come in tutto il sito: nessun nome, nessun profilo riconoscibile. I numeri sono quelli veri.

Come lavoro

Quattro cose che valgono sempre

Massimo cinque progetti alla volta

Non è una posa da esclusivo: i progetti li seguo io e non delego niente a nessuno. Su cinque si può fare bene, su quindici si fa male. Se non c’è spazio te lo dico subito.

I numeri si guardano ogni settimana

Non posso garantirti un risultato: chi lo fa mente o si copre con le clausole. Posso garantirti che se una cosa non funziona lo vedi tu prima che te lo dica io.

Quello che costruisco resta tuo

Accessi, dati, automazioni, documentazione. E la formazione dei tuoi, perché l’obiettivo è che sappiano usare le cose senza di me. Un consulente che ti lascia dipendente ha fatto un cattivo lavoro e l’ha fatto apposta.

Se non lo so fare, lo dico

E se conosco qualcuno che lo sa fare bene, ti do la referenza. Anche quando vuol dire che il lavoro lo fa un altro.

I limiti

Cosa non faccio

Scritto qui perché tu non debba scoprirlo dopo tre chiamate.

Non prometto risultati per iscritto

Nessuno può, onestamente. Quello che si può mettere per iscritto è cosa faccio, in che tempi, e con quale frequenza vedrai i numeri.

Non pubblico i nomi dei clienti

Su nessuna pagina pubblica, e varrà anche per te. In privato è un’altra cosa: se stiamo valutando di lavorare insieme e ti serve una referenza per decidere, chiedo il permesso ai diretti interessati e le guardiamo in call.

Incontriamo ODV

Poi c’è una cosa di cui vado fiero davvero

Non c’entra col marketing e non la metto qui per fare curriculum. La metto perché è la cosa che, se dovessi scegliere che cosa raccontare di me a cena, racconterei per prima.

Sono il presidente di Incontriamo

È un’associazione di volontariato di Sagrado, in provincia di Gorizia, che sul territorio ci lavora da più di quindici anni. Si occupa di due cose che stanno insieme meglio di quanto sembri: la solitudine delle persone anziane che vivono nelle strutture, e i ragazzi delle scuole superiori.

L’idea, detta semplice, è metterli nella stessa stanza. I ragazzi entrano nelle case di riposo, fanno volontariato vero, e si portano a casa le storie di chi ci vive dentro. Gli anziani si ritrovano davanti qualcuno che ha voglia di ascoltarli, il che a una certa età non capita quasi più. Le scuole coinvolte sono tra Gorizia, Udine, Cervignano e Monfalcone.

Sono più di venti progetti in questi anni, e ognuno è passato per un bando, il che vuol dire scrivere, rendicontare, tenere insieme partner, volontari e istituzioni. Se mi chiedi qual è la cosa più difficile che ho organizzato, non è una campagna: è questa.

Guarda i progetti su incontriamo.eu
  • I Sogni a Colori

    Contro la solitudine degli anziani nelle strutture, con i giovani dentro il progetto e non a guardare.

  • DiVersi

    Ragazzi delle superiori dentro il contesto storico e culturale locale, con interviste e attività insieme agli anziani. Due edizioni.

  • Ascoltando il Vostro racconto

    Raccolta delle testimonianze di anziani e persone con disabilità. Le storie restano, ed è il punto.

  • Parole contro la paura

    Sulla solitudine dei ragazzi tra i quattordici e i diciotto anni, e su cosa ci si rifugia dentro.

Copertina del documento dei progetti 2024-2025 dell’associazione Incontriamo ODV di Sagrado, Gorizia
I progetti 2024 – 2025
Scheda del progetto DiVersi 2025: presentazione alle scuole superiori di Udine e Gorizia, formazione dei ragazzi, attività e interviste con gli anziani
DiVersi 2025, il percorso
Elenco dei progetti dell’associazione dal 2020 al 2025 e dei precedenti: oltre venti progetti documentati
Oltre venti progetti, dal 2020 a oggi

Dove

Gorizia, Udine, Trieste, e il resto da remoto

La base è Gorizia. In Friuli-Venezia Giulia ci vengo di persona quando serve: per certe cose, come capire davvero come funziona un’attività o parlare con chi ci lavora dentro, un’ora sul posto vale tre call.

Per il resto d’Italia si lavora da remoto, ed è il modo in cui seguo la maggior parte dei progetti. Non cambia niente sul risultato: cambia che le riunioni si fanno a schermo invece che a tavolino.

Base
Gorizia
In presenza
Gorizia, Udine, Trieste
Da remoto
tutta Italia

Se ti torna, parliamone

Mezz’ora, gratuita.