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Consulente marketing · Strategia, performance e AI
Campagne tracciate, funnel, CRM, automazioni: il pezzo che sta tra quello che pubblichi e quello che incassi. Lavoro con PMI e personal brand che hanno già un’attività con o senza pubblico online.
Risultati
Dati aggregati dai progetti seguiti nel 2026, presi dalle piattaforme.
Strumenti di lavoro
Da dove nasce
È quello che succede, o non succede, dopo che il contenuto ha fatto il suo lavoro.
Il passaparola funziona, i clienti tornano, il prodotto è buono. Fuori dalla tua cerchia però non ti conosce nessuno, e ogni mese riparti dagli stessi contatti.
Migliaia di visualizzazioni al mese e la casella di posta ferma. Manca il passaggio che porta chi guarda a chiedere.
Le campagne girano, il report dice «buon rendimento», ma nessuno ti sa dire quali euro hanno portato quali clienti.
Chi scrive viene seguito a memoria, tra un foglio di calcolo e una chat. Chi non risponde subito sparisce, e non se ne accorge nessuno.
Report da rifare uguali ogni mese, file da aggiornare a mano, creatività da rimontare una per una. Ore che potrebbero semplicemente non esistere.
Casi studio
Due profili partiti da fermi, in nicchie diverse, con la stessa impalcatura sotto. I clienti sono anonimizzati per riservatezza. I numeri sono reali, presi dai dati di piattaforma: il valore di partenza di ogni grafico è ricavato dalla variazione percentuale registrata nel periodo.
1 gennaio – 30 giugno 2026
Allenamento di forza e ricomposizione corporea per donne over 35/40.
Piano editoriale costruito su problematiche ormonali e metaboliche, con ganci scientifici per smontare il mito del cardio infinito. Campagne Meta accoppiate a una landing scroll-driven dedicata al programma.
Campagna singola su Instagram: 886,04 € di spesa a 8,00 € al giorno, 15.698 persone arrivate sul profilo. Il costo di acquisizione lo decide la struttura, non il budget.
L’inserzione, per intero
Il valore di partenza è ricavato dalla variazione percentuale registrata nel periodo.
Le schermate




Prese dalle piattaforme, ritagliate sulla sola area dati: fuori restano nome, foto profilo, anteprime creative e miniature dei contenuti. Nessun numero è stato toccato.
1 gennaio – 30 giugno 2026
Divulgazione sull’esecuzione corretta degli esercizi e sul rapporto tra alimentazione e composizione corporea.
Reels con ganci contro-intuitivi sugli errori tecnici più comuni, con cross-posting Facebook e Instagram per moltiplicare la copertura sullo stesso contenuto.
Il 90% delle visualizzazioni arriva da copertura organica: 18,7 milioni su 20,7 totali. La pubblicità ha amplificato un contenuto che funzionava già, non lo ha sostituito.
Composizione del pubblico
Il valore di partenza è ricavato dalla variazione percentuale registrata nel periodo.
Le schermate


Prese dalle piattaforme, ritagliate sulla sola area dati: fuori restano nome, foto profilo, anteprime creative e miniature dei contenuti. Nessun numero è stato toccato.
Come lavoro
Non ti vendo un pacchetto prima di sapere cosa hai. Ci sono due modi di iniziare, e valgono uguale.
Si parte dall’analisi: sito e landing, social organico, campagne in corso, SEO di base, email e CRM. Più i tuoi concorrenti, come si posizionano, cosa pubblicano, quali campagne hanno in aria adesso. Da lì esce cosa serve davvero e cosa no. Il perimetro lo costruiamo dopo aver guardato, non prima. Ti resta in mano un documento di analisi, una roadmap con le priorità in ordine e una call in cui te la spiego, e la roadmap è tua: puoi usarla anche con qualcun altro. È gratuita e non ti impegna a niente.
Chiedi l’analisiAndiamo dritti al servizio. Advertising, gestione organica, funnel, CRM, implementazione AI: si attivano singolarmente o combinati, e il perimetro si fissa sul brief.
Vai ai serviziSuperamento del contenuto generalista. Piano editoriale costruito su specificità tecnica, per educare il pubblico e qualificare l’offerta prima ancora della vendita.
Il contatto non viene spinto all’acquisto immediato: viene qualificato con conversazioni strutturate, fino alla call. Meno volume, più contatti che valgono.
Funnel completi fuori dai social: landing verticali, campagne mirate, tracciamento e attribuzione. I social portano attenzione, l’infrastruttura la converte.
Produzione creative automatizzata, CRM e flussi che tolgono lavoro manuale, e formazione dei team interni perché restino autonomi quando io non ci sono più.
Servizi
Si attivano da soli o insieme. Cosa entra e cosa no si decide sul tuo caso, non su un listino.
Piano editoriale multipiattaforma (Instagram, Facebook, LinkedIn) costruito sul comportamento reale dell’algoritmo, non su un calendario teorico.
Lettura continua di CTR, engagement rate, copertura, retention video, e refresh creativo periodico prima che il formato si esaurisca.
Struttura copy proprietaria: gancio contro-intuitivo, pain point, specificità tecnica, mezza soluzione, chiamata all’azione.
Setup completo: struttura campagne, tracciamento conversioni, attribuzione, segmentazione del pubblico e lookalike.
Formula a brand con campagne illimitate, oppure campagna singola come test su un prodotto prima di ampliare.
A/B test creativi continui e report sui numeri che contano davvero: ROAS, costo per lead, costo per risultato.
Progettazione della struttura: acquisizione, qualificazione, nurturing, conversione, retargeting.
Landing verticali orientate alla vendita ad alto valore, scritte e costruite sul funnel, non generiche.
Setup di tracciamento e attribuzione end-to-end, per leggere le performance e iterare invece che indovinare.
Setup piattaforma: proprietà, form, template email, liste e segmenti, automazioni marketing e sales, viste, report e dashboard.
Sequenze email e flussi di nurturing con integrazione via webhook e attribuzione end-to-end.
Import gestito dei database esistenti, test e messa a punto, più formazione tecnica divisa per team.
Agenti e applicazioni su misura per i processi che si ripetono: produzione di contenuti, analisi, qualificazione dei contatti, reportistica. Non dimostrazioni: strumenti che entrano in produzione e restano lì.
Pipeline di produzione automatizzata per creative e contenuti, con la consistenza di brand garantita da regole codificate una volta sola.
Formazione e affiancamento dei team interni: l’obiettivo è che sappiano usarli senza di me.
Pianificazione, milestone e monitoraggio dell’avanzamento, con visibilità continua su cosa è fatto e cosa manca.
Coordinamento tra referenti interni e fornitori esterni, con un unico punto di contatto.
Attività consulenziale e formativa inclusa: il progetto si segue in maniera completa.
Il prezzo di ogni area si fissa durante il colloquio e l’analisi, e non esiste un listino fisso: dipende da cosa hai già attivo, da cosa serve davvero e, soprattutto, da cosa possiamo togliere.
Quando i servizi si combinano o il rapporto diventa continuativo si costruisce un pacchetto e le condizioni si adattano all’insieme: non si sommano i listini. Il mio interesse è una collaborazione stabile nel tempo, non spremere il singolo servizio.
Il budget pubblicitario è sempre una voce a parte e non passa da me: si dimensiona sugli obiettivi e si paga direttamente alle piattaforme. Licenze software escluse. IVA non applicabile in regime forfettario.
Progetti
Tra i progetti seguiti, tre dei più interessanti: un generatore di creatività costruito ad hoc sul singolo brand; un gestionale diventato applicazione, con i servizi erogati direttamente nell’app, in un ecosistema unico dove controllare l’attività, farla scalare e interrogare il servizio; un piano editoriale studiato sull’algoritmo e sui video virali del settore, adattato alla comunicazione del personal brand.
Quando un processo si ripete, smetto di ottimizzarlo a mano e lo costruisco. Sono progetti in funzione, non prototipi da presentazione.
Sistema di controllo · Funnel commerciale
Richieste, call e vendite misurate ogni settimana. Clienti, rinnovi e margine misurati ogni mese.
Il problema
A fine mese si conosce il fatturato e basta. Nessuno sa quante richieste sono diventate call, quante call sono diventate vendite, quali clienti stanno per rinnovare e quali si stanno perdendo. Così le decisioni si prendono a sensazione, e il mese dopo si rifà lo stesso errore.
Cosa fa
Un impianto di fogli collegati che misura il funnel a cadenza fissa. Ogni settimana: richieste, call, vendite, percentuale di call e percentuale di chiusura. Ogni mese: clienti attivi, nuovi, persi, rinnovi da fare, chiamate e fatturato, con il tasso di abbandono calcolato da sé. Per ogni cliente, la partita doppia con ricavi, costi e margine. E accanto, la checklist di avvio di ogni nuovo cliente e il piano editoriale pezzo per pezzo, con editor assegnato e stato.


Nomi dei clienti, contatti dei collaboratori e margini sono oscurati alla fonte. Le settimane mostrate sono quelle buone: servono a far vedere come si legge il funnel, non a spacciare una media. Il valore del sistema è che rende visibili anche le settimane storte.
Generatore di creatività · AI applicata
Un generatore addestrato sul singolo brand: copy renderizzato dentro l’immagine, varianti illimitate, costi a consumo.
Il problema
Produrre creative per il test è il collo di bottiglia di ogni campagna: servono decine di varianti dello stesso concetto, e ogni variante costa tempo di designer.
Cosa fa
Cinque passaggi: l’idea in una riga, la brand memory con palette, tono di voce e regole codificate una volta sola, il template visivo, il batch di varianti, le cartelle di output pronte per il test. La direzione creativa resta umana, l’esecuzione no.
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Piano editoriale · Metodo applicato
Non un semplice calendario di contenuti: un piano studiato sull’algoritmo e sui video virali del settore, adattato alla comunicazione del personal brand. Ogni pezzo con tipo, data, struttura persuasiva e la referenza da cui nasce.
Il problema
Un brand con identità forte e contenuti curati può restare fermo lo stesso. Un caso reale: 1.767 follower, circa cinque like a post, quasi zero commenti, engagement allo 0,28%. Non è un problema di contenuto: i contenuti sono belli ma non hanno una destinazione, non c’è cadenza, e nessun pezzo porta da qualche parte di misurabile.
Cosa fa
Prima l’analisi del profilo e del sito, con i punti di forza già presenti da sistematizzare e le falle da chiudere. Poi il piano: quaranta contenuti su ventotto giorni, ciascuno con tipo, data, stato, descrizione e la referenza da cui nasce: niente inventato, tutto ancorato a qualcosa che il brand ha già detto o fatto. Ogni contenuto segue la stessa struttura persuasiva: problema, spiegazione, agitazione, pillola applicabile, ponte verso la conversazione privata. E ogni pezzo sa se sta costruendo il brand o se sta convertendo.


Nome del brand, prodotti registrati, riferimenti territoriali, editor assegnati e contatti dei collaboratori sono oscurati. Restano la struttura del piano, i formati e la cadenza: è quello che si può mostrare senza consegnare il lavoro di un cliente a chi passa di lì.
Product design · Gestionale su misura
Un gestionale diventato applicazione: i servizi erogati direttamente nell’app, in un ecosistema unico dove controllare l’attività, farla scalare e interrogare il servizio.
Il problema
Il punto di partenza: 142 files Word di diete. Ogni settimana la stessa sequenza su ciascuno: apri, copia la struttura, cambi i grammi, ricalcoli le calorie a mano, esporti il PDF, mandi la mail. E due collaboratrici sugli stessi documenti, senza sapere quale sia la versione buona. Il collo di bottiglia non era il lavoro: era il formato.
Cosa fa
Un posto solo per le diete, con i conti fatti dal software invece che a mente. La paziente apre il telefono e trova la giornata già pronta, con le alternative agli alimenti già approvate. Tre livelli di accesso, titolare, collaboratrici e pazienti, e ingresso senza password, con un link via mail.
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E intorno
Palette, tono di voce e regole visive scritte in una memoria consultata sia dal team sia dai modelli. È ciò che impedisce alla produzione automatica di derivare dal brand dopo la decima creative.
Flussi che collegano campagne, form, CRM e reportistica con tracciamento via webhook. Ogni contatto è attribuito alla sua fonte, senza fogli di calcolo tenuti a mano.
Quando il processo è ripetitivo ma non banale, si costruisce un agente che lo esegue: analisi, ricerca, produzione, controllo qualità. Vive dentro gli strumenti che l’azienda già usa.
Strumenti

Chi sono
Marketing, commerciale, sviluppo: tre mondi complementari. Dal marketing ho preso la lettura dei numeri e dei contenuti, dal commerciale le conversazioni che trasformano l’attenzione in clienti, dallo sviluppo il riflesso di costruire quello che manca invece di aspettarlo: automazioni, agenti, applicazioni su misura.
È l’unione a fare il metodo. Padroneggiare gli LLM mi permette di tenere insieme i tre piani dentro una visione sola: si guarda dove si perde, si sistema, si misura. Che il pezzo rotto sia il piano editoriale, il tracciamento delle campagne o un lavoro manuale che nessuno ha mai automatizzato, il modo di affrontarlo non cambia.
Oltre cinque anni tra agenzie, PMI e prodotti software. Misuro tutto: click, coinvolgimento, copertura, ritorno sulla spesa, costo per contatto. E costruisco l’infrastruttura che regge la crescita: automazioni, CRM, produzione di contenuti con l’AI. Non «uso l’AI»: scrivo i sistemi che la mettono al lavoro dentro processi che esistevano già.
Lavoro con chi ha già iniziato e vuole crescere in modo analitico, senza interpretazioni.
Prima di scrivermi
L’analisi è gratuita: il primo passo non ti costa niente e non ti impegna a niente.
Per il resto la cifra precisa non te la può dare una pagina web. Dipende da cosa hai già attivo, da cosa serve davvero e da cosa possiamo togliere: si fissa durante il colloquio e l’analisi, e nessun preventivo arriva senza che ci siamo parlati.
Il budget pubblicitario è sempre una cosa a parte e non passa da me: lo paghi alle piattaforme e si dimensiona sugli obiettivi.
Un numero chiuso: tre progetti, mai di più.
Non è una posa da esclusivo. È che i progetti li seguo io, in prima persona, e non delego niente a nessuno: quando lavoro su una cosa ci sono dentro al cento per cento, con tutte le energie e il tempo che serve. Questo si può fare su pochi progetti, o male su tanti.
Se in questo momento non c’è spazio te lo dico subito, invece di farti aspettare o di prendere il lavoro e seguirlo con mezza attenzione.
No, e te lo dico prima di prendere il tuo tempo.
Lavoro solo su progetti che so di poter sviluppare e seguire fino in fondo, invece di venderti una speranza. Se una cosa non la so fare te lo dico chiaramente, e se conosco qualcuno che la sa fare bene ti do la referenza. Anche se vuol dire che il lavoro lo fa un altro.
Le campagne danno i primi dati leggibili in due o tre settimane. La crescita organica richiede due o tre mesi prima di essere una tendenza e non un caso. Le automazioni si vedono subito, perché il lavoro manuale sparisce dal giorno in cui entrano in funzione.
Chi ti promette risultati in una settimana ti sta vendendo qualcosa.
Accesso in lettura a quello che hai già, profili, gestore delle inserzioni, CRM, e una persona di riferimento che risponda. Non serve che tu sappia di marketing: serve che tu sappia della tua azienda.
Dipende da cosa vuol dire zero.
Zero pubblico online va benissimo. Se hai un’attività che vende, clienti veri e un prodotto che funziona, il pubblico si costruisce, e soprattutto c’è già qualcosa da misurare: chi compra, quanto spende, da dove arriva. È il punto di partenza migliore che ci sia.
Zero azienda no. Se il prodotto non l’ha ancora comprato nessuno il lavoro è un altro: serve validare, non amplificare. Ti costerebbe di più per ottenere meno, e te lo dico prima invece che dopo.
Ti rispondo entro 24 ore. Se ha senso facciamo una call di mezz’ora, gratuita: mi racconti dove sei, ti dico onestamente se il tuo caso è dei miei e cosa farei io al posto tuo.
Da lì decidi se partire dall’analisi o andare dritto a un servizio. Nessun preventivo arriva prima di quella chiamata, e nessuno ti manda un documento di quaranta pagine che non hai chiesto.
Non si possono garantire risultati, chi lo fa mente o si copre con le clausole. Io ti assicuro al 100% che i numeri sono visibili ogni settimana. Hai la certezza che, seguendo il metodo, se una cosa non funziona lo vedi tu prima che te lo dica io.
Sul sito no: nessun nome, nessun handle, nessuna schermata con un profilo riconoscibile. Vale anche per te quando sarai un cliente, ed è il motivo per cui i numeri dei casi studio sono reali ma i nomi mancano.
In privato sì. Se stiamo valutando una collaborazione e ti serve una referenza per decidere, chiedo io il permesso ai diretti interessati e le guardiamo insieme in call. Nessun problema: quello che non faccio è metterli su una pagina pubblica senza che l’abbiano scelto.
Contatti
Scrivimi cosa stai cercando di far crescere, anche in due righe. Ti rispondo entro 24 ore, e se ha senso facciamo una call di mezz’ora gratuita per capire se il tuo caso è dei miei. Se preferisci parlarne a voce, WhatsApp è la strada più corta.