Il documento di analisi
Area per area: cosa c’è, cosa manca, cosa non funziona e perché. Con i numeri che ho trovato, non con le impressioni.
Scritto in italiano comune. Dove uso una parola tecnica la spiego lì, la prima volta che compare.
Analisi gratuita
Un’analisi completa di quello che hai già in piedi e di quello che fanno i tuoi concorrenti. Alla fine ti resta un documento e una roadmap con le priorità in ordine. Non costa niente e non ti impegna a niente: la roadmap è tua, puoi usarla anche con qualcun altro.
Cosa apro
Non è una checklist compilata a occhio. Apro gli strumenti, guardo i numeri e li scrivo. Dove non hai niente, quella è un’informazione anche quella.
Cosa promette la pagina e cosa fa fare a chi arriva. Velocità, comportamento sul telefono, quanti passaggi ci sono tra la prima riga e il momento in cui uno ti scrive. Se c’è un tracciamento, controllo se misura davvero qualcosa o se è lì per scena.
Cosa pubblichi, ogni quanto, e cosa succede dopo. Copertura, salvataggi, visite al profilo, e soprattutto quanti di quei numeri diventano una conversazione. Guardo anche i contenuti che hanno funzionato meglio e cerco di capire perché: quello è il materiale su cui si costruisce il resto.
Struttura, pubblici, budget, creatività. Quanto stai spendendo per ogni risultato e quale risultato stai comprando davvero: spesso non è quello che pensi. Se le campagne sono ferme da mesi, guardo lo storico: dice comunque cosa aveva senso e cosa no.
Come sei messo sulle ricerche che contano per il tuo mestiere e nella tua zona. Titoli, descrizioni, pagine indicizzate, dati strutturati. È la parte che quasi nessuno guarda e che quasi sempre ha buchi grossi e facili da chiudere.
Dove finiscono i contatti che arrivano, chi li segue e cosa succede a chi non risponde subito. Se stai usando un foglio di calcolo o le chat, te lo dico senza giri: non è un peccato, è solo il punto da cui si parte.
Come si posizionano, cosa pubblicano, con che frequenza, e quali campagne hanno in aria adesso, perché le inserzioni attive sono pubbliche e si possono guardare. Serve a capire dove c’è spazio e dove invece stai per entrare in una gara già affollata.
Quello che non guardo lo dico. Se una parte non la so valutare bene, scrivo che non la so valutare invece di riempirla di aria.
Cosa ti resta
Non quaranta pagine che non hai chiesto. Quello che serve per decidere, scritto in modo che si capisca senza sapere di marketing.
Area per area: cosa c’è, cosa manca, cosa non funziona e perché. Con i numeri che ho trovato, non con le impressioni.
Scritto in italiano comune. Dove uso una parola tecnica la spiego lì, la prima volta che compare.
Cosa farei per primo, cosa per secondo, cosa non farei affatto. In ordine, con il motivo di ogni posizione.
La differenza tra questo e un preventivo è che qui dentro ci sono anche le cose che non devi comprare da me: quelle che puoi fare da solo e quelle che non ti servono proprio.
Mezz’ora per andare insieme dentro il documento, con la possibilità di fermarmi e chiedere. Un documento che non si capisce non è un documento, è carta.
Quanto ci vuole
Anche due righe. Ti rispondo entro 24 ore, e nella risposta ti dico già se il tuo caso è dei miei o no.
Mi racconti dove sei e cosa vorresti. Serve a me per sapere dove guardare, e a te per capire con chi hai a che fare prima di darmi qualsiasi accesso.
Solo in lettura: guardo, non tocco. Se preferisci, alcune cose si possono anche vedere insieme in condivisione schermo, senza darmi niente.
Tre giorni lavorativi dal momento in cui ho gli accessi. Se ci vuole di più perché il materiale è tanto, te lo dico prima, non dopo.
Mezz’ora insieme sul risultato. Da lì decidi tu: si continua, ci pensi, o ci saluti con la roadmap in mano.
Se in questo periodo non c’è spazio te lo dico subito, invece di farti aspettare. I progetti li seguo io, quindi il numero è chiuso.
Da parte tua
Non serve che tu prepari niente. Serve che tu abbia voglia di far guardare le cose come stanno.
Non serve che tu sappia di marketing. A quello penso io. Serve che tu sappia dove vuoi portare la tua attività, e quello non lo posso sapere al posto tuo.
La domanda che ti stai facendo
Perché non so ancora se posso esserti utile, e finché non lo so non ho niente da venderti.
Guardare mi costa tempo, ed è tempo che investo per capire se il tuo caso è dei miei. Se lo è, avrò una proposta sensata da farti e tu avrai già visto come lavoro. Se non lo è, te lo dico e ci risparmiamo entrambi mesi di lavoro sbagliato.
Non c’è una fregatura nascosta, e la prova è che la roadmap resta tua: se decidi di darla a un’altra persona e di farla fare a lei, hai comunque avuto quello per cui sei venuto. Preferisco così che avere clienti che hanno detto sì senza capire a cosa.
Onestà
Le cose che l’analisi non fa. Scritte prima, così non le scopri dopo.
Non arriva un documento che finisce con «e quindi ti servono seimila euro». Il perimetro si costruisce dopo, insieme, e solo se decidi di continuare.
Non è un rapporto generato da uno strumento con il tuo indirizzo dentro. Quelli si riconoscono da lontano e non dicono niente che non sapessi già. Qui guardo io, e quello che scrivo l’ho visto.
L’analisi dice dove stai perdendo e in che ordine sistemarlo. Non dice quanto guadagnerai: quello non lo sa nessuno, e chi te lo mette per iscritto ti sta vendendo qualcosa.
Guardo quello che è già in piedi. Non è una ricerca di mercato, non è un piano industriale e non è la strategia dei prossimi tre anni. È una fotografia del presente con l’ordine delle cose da fare.
Leggi questa parte prima di scrivermi. Ti fa risparmiare tempo, e ne fa risparmiare a me.
Se sei nella colonna di sinistra scrivimi. Se sei in quella di destra, te l’ho detto adesso invece che dopo tre call.
Partiamo
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